GREGORY CREWDSON a Roma Palazzo delle esposizioni
A Roma, al Palazzo delle Esposizioni, sino al 2 marzo 2008 (www.palazzoesposizioni.it) si visita la rassegna dedicata ad uno straordinario maestro della fotografia internazionale, quella che i tecnici ed i studiosi dell’arte della camera classificano come “staged photography”: l’artista è l’USA Gregory Crewdson, dichiarato erede del canadese Jeff Wall, padre riconosciuto di quella scelta rappresentativa.
La “staged photo” è una soluzione singolare, che a modo suo combatte le “stregonerie” del digitale. Non per questo Crewdson coglie al volo i suoi soggetti, anzi si può ben dire che li “costruisce” con cura meticolosa, quasi si trattasse di seguire un copione puntuale. Non per nulla i temi prescelti sono legati al classico filone del cinema americano, quello del “sogno perduto”, infranto dagli eventi storici degli ultimi decenni.
Il fotografo quindi illustra la desolazione della provincia, la solitudine della “folla solitaria”, l’incubo del domani, realizzando i suoi risultati addirittura con l’ausilio dei set con tecnici ed aiutanti. L’esito ha indubbiamente il sapore indiscutibile della perfezione, mai però stucchevole perché Crewdson ha la qualità di “chiudere” in ogni immagine il senso di una storia conclusa, segnandola con il marchio dell’originalità.
Al Palazzo delle Esposizioni, ben restaurato, la mostra è un esteso riassunto della sua attività, radunando i cicli più famosi: da “Early work” a “Natural Wonder”, da “Twilight” a “Dream House”ed a “Beneath the Roses”. In ogni immagine resta il gusto di quel tocco di surrealtà, che colora poi i film dei maestri americani, dai fratelli Coen a David Lynch ed a David Cronenberg.
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