ADRIANO IMPERATORE AL BRITISH MUSEUM DI LONDRA
Nel lungo elenco degli imperatori romani, che ressero lo stato che dominò per oltre quattrocento anni il Mediterraneo e larga parte del mondo allora conosciuto, spicca certamente il nome di Adriano, noto soprattutto oggi agli abitanti della Città Eterna per aver fatto costruire a Tivoli la “villa”, che porta il suo nome, ed a molti altri per il famoso “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar.
Il mondo dell’archeologia contemporanea lo ricorda ora con una vasta rassegna al British Museum, che comprende centottanta reperti del suo tempo (fu imperatore dal 117 al 138 d. C.), provenienti da trentun musei (“Hadrian: empire and conflict”, ref. 00442073238181, www.britishmuseum.org).
L’insegna illustra l’indirizzo e la prospettiva, in cui si collocano documenti e monumenti in esposizione, perchè il regno di Adriano testimoniò la volontà dell’imperatore di riorganizzare un stato in un momento storico di particolare “sofferenza”.
Problemi alle frontiere, conflitti interni, amministrazioni periferiche spesso poco controllabili furono temi che Adriano affrontò con vigore e decisione, dimostrando di aver sempre una mano molto ma molto pesante.
Ne sono testimonianza il massacro degli ebrei in rivolta (132-135 d.C.), la rinuncia a gestire la frontiera mesopotamica, che comprendeva l’odierno Iraq, la decisione di far costruire il “vallo”, che divideva l’Inghilterra dalla Scozia per frenare le scorrerie degli Sciti e ad tempo stesso tentare l’assimilazione degli stessi al “modello romano” (tramutando molti punti di passaggio del vallo in centri di scambio commerciale e relazione con gli indigeni).
La mostra a Londra offre un panorama spesso inedito anche per gli studiosi: frammenti di una statua colossale alta più di cinque metri, scoperta di recente in Turchia, ed i marmi restaurati di Tivoli ed ancora oggetti provenienti dagli scavi in Israele, testimonianza della rivolta, ma anche la capacità culturale di scegliere modelli edificativi di grande pregio ed eleganza.
L’allestimento è nella Reading Room del museo, che ripete il modello del romano Pantheon, monumento che Adriano fece restaurare.
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