TRIESTE: I CINQUANTA.
Trieste di recente è stata dotata di un nuovo polo natatorio: si è deciso quindi l’abbattimento della Piscina Bianchi per restituire alle mitiche Rive della città la sua piena vista sul golfo. Ma la vetusta piscina, eretta nei Cinquanta, chiude la sua presenza in gloria, eletta ora temporanea a sede della mostra Triesteannicinquanta (sino al 16 Gennaio 2005), che ripercorre la vità triestina negli anni del Governo Militare Alleato, rimasto a gestire nell’immedito dopoguerra il territorio della cosidetta Zona A (mentre la Zona B restava alla Jugoslavia) in attesa dell’istituzione dell’improbabile e mai avvenuto Territorio Libero, secondo le decisioni prese dalle potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale.
L’allestimento si realizza in quelli, che erano sino a poco fa gli spogliatori femminili, e si avvale di una sezione dedicata all’architettura ed alle arti applicate e di un’altra alla “città reale”.
E’dunque questo il periodo storico, in cui la martoriata città cerca di tornare alla normalità, sebbene l’incubo della guerra e la sospensione del giudizio degli Alleati sul suo destino non lasci nessuno tranquillo.
Punto di forza della mostra sono i documenti che celebrano le “navi bianche”, le navi passeggeri scese dagli scali locali, anche in quel periodo d’emergenza: viene esposto tra l’altro il vasto pannello decorativo, realizzato da Massimo Campigli nel 1949 per la sala di seconda classe della turbonave Conte Biancamano. Ci sono poi i progetti firmati da architetti illustri per le costruzioni, che andavano a mutare il volto del centro città e della periferia: dal gruppo BBPR ad Ernesto Nathan Rogers, Boico, Carlo Renzi; ed ancora le foto degli interni di Villa Obersnel e del Bar Urbanis, progetti entrambi firmati da Gino Valle.
Per la “città reale” la prospettiva è molto meno spettacolare, ma è forse qui che maggiormente si intuisce la temperatura in quegli anni del corpo giuliano, tra documenti, cartoline, verbali, targhe, insomma tutta la minutaglia, che è il seme prodigo della precaria vita quotidiana.
La mostra è realizzata nell’ambito delle manifestazioni, dedicate al cinquantennio del ritorno di Trieste in seno all’Italia.
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