LA CITTA’PROMESSA DI BRUNO CHERSICLA
Nei mesi scorsi e precisamente tra l’aprile ed il giugno 2008 ha esposto a Pordenone Bruno Chersicla negli ampi spazi della Galleria Sagittaria, da sempre autentico centro motore culturale di quello spazio del Friuli -Venezia Giulia, che tocca il vicino Veneto orientale.
Tale rassegna personale merita un seppur tardivo riscontro perché spazia in modo esemplare nell’universo creativo dell’operatore giuliano da anni residente in Lombardia, poco avezzo a mettersi a disposizione del consumo commerciale, che oggi perseguita l’arte visiva.
La mostra pordenonese di Chersicla promana dunque dagli eventi formali lignei, manifestati nell’ultima decade: dalla stagione cioè in cui il privilegio strutturale era dato ai volumi plastici, a loro volta disponibili all’articolazione in quote (allusivamente evocanti le tessere musive), collegate però a restituire all’immagine la sua unità.
Ora, sebbene l’artista persegua ancora tale avvincente processo creativo, le sculture vengono affiancate in questa mostra da opere bidimensionali su plance multistrato e da una vasta prospettiva di fogli grafici.
Tuttavia ad attribuire al ventaglio di alternative, poste ora in atto da Chersicla, una straordinaria coerenza ed unitarietà, è il loro disegno formale ed il tono cromatico, dati questi che richiamano in forte e ragionevole attualità l’impostazione ideale della scuola viennese della prima decade del secolo scorso, quella “forma progetto”, che rese famose nel mondo (e non soltanto in quello europeo) le “Officine viennesi” (Wienerwerstaetten), antesignane di un design onnicomprensivo, che spaziava dall’arredamento (mobilio, vetrate, tessuti, ecc.) all’opera d’arte in pittura, scultura ed affresco.
In tal senso Chersicla può apparire oggi come il continuatore ideale del percorso creativo di Kolo Moser, maestro di quel gruppo, attivo peraltro anche a Trieste, città natale dello stesso Chersicla.
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