AFRICA DI PAOLA MATTIOLI

Quando si parla dell’Africa, l’aggettivo più scontato è magica. Un po’ per il gusto dell’esotico, un po’ per mistero, lontananza, diversità.
La “negritude” ci riserva perciò sempre sorprese, spesso autentiche epifanie. E’ il caso dell’attuale mostra di immagini fotografiche di Paola Mattioli allo Studio Brescia arte contemporanea (sino al 20 Aprile 2005, info. 030.3133888), che annovera due temi a dir poco risolutivi nella situazione contingente dell’esotico, ossia il costume e l’arte. La rassegna è organizzata nell’ambito di una serie di manifestazioni a Brescia, intitolate “Foto-genico”.
Perché la Mattioli del Senegal dei mercati degli schiavi fa rivivere l’immagine delle “signares”, le prescelte dagli stessi “mercanti” per essere compagne e “signore” dell’abominevole società, creatasi di conseguenza in quei luoghi. Donne di un fascino straordinario, che la fotografa fa rivivere paludando le attuali bellezze locali con abiti, degni delle “incroyables” termidoriane, quelle che stupivano la società parigina, dopo i bagni di sangue del Terrore. E quindi collane, cappelli, gioielli i più vari, stoffe di seta e ricamate, parasole …
Scatti finissimi e di gran gusto, ma annotabili non solamente per un valore puramente estetico, come quelli che la fotografa dedica in questa mostra ad una protagonista dell’arte del Centro Africa, Seni Camara, scultrice presente in passato al Beaubourg Pompidou parigino ed alla Biennale veneziana, prediletta dalla grande Louise Bourgeois, essa stessa un’icona della plastica contemporanea.
Della Camara, la Mattioli visita le antiche ed irripetibili pratiche per la cottura delle sue ceramiche, operazione d’arte ed allo stesso tempo rito cerimoniale, con una serie di inquadrature che fanno assaporare all’osservatore italiano appunto quelle magie lontane e per noi quasi del tutto impercettibili.

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